Libri in vetrina

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Tracciati d’Arte n. 5

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Possiamo affermare che il libro è di gran lunga la forma di registrazione del pensiero più di successo. Fatto dall’uomo per l’uomo egli è dotato di “corpo e anima”. Infatti è vero che come strumento di comunicazione riteniamo che la sua componente più importante sia quella semantica, ovvero il contenuto del suo messaggio. Tuttavia, tale messaggio per essere veicolato ha bisogno di un sostegno materiale (o digitale) che ne garantisca la diffusione. A partire dal suo primo numero, Tracciati d’Arte mi ha dato la possibilità di raccontare le avventure dei nostri autori locali e abbiamo assaporato quelle che sono ormai alcune delle nuove realtà editoriali. Ora vorrei spingere i nostri lettori a parlare anzi a filosofeggiare riguardo una domanda centrale della lettura. Perché lo facciamo? Perché ci piace tanto? “Al principio era… la scrittura”, scrivere significa evadere la realtà ma anche descriverla nel dettaglio. Significa avere la possibilità di creare un mondo fatto a tavolino, un mondo che per i nostri bisogni intellettivi e personali risulta gravosamente succulento. Ciò che vorremmo esistesse, ciò che vorremmo accadesse, esattamente come lo pretendiamo. Essere Dei di un microcosmo, essere creatori … L’arte è stata spesso usata come strumento di difesa dei cristiani cattolici contro l’ateismo, non è forse vero che Dio ci creò a sua immagine e somiglianza? Ecco che allora la sua creatura sarà a sua volta necessariamente creatrice. E se invece fosse l’uomo a essere tanto creatore da aver inventato la religione così come l’arte? Ma questo è un’altro discorso. Ora essendo l’uomo animale sociale e avendo un bisogno innato e fisiologico di condividere il proprio io con il suo prossimo, ecco che dal piacere della scrittura nasce quello della lettura. La lettura è in primo luogo un’attività intellettuale di decodifica e comprensione, in cui il lettore diventa attore del processo comunicativo determinato dallo scrivente. A questo proposito ricordiamoci che un testo viene emesso solo e soltanto in virtù di qualcuno che lo attualizzi. Senza il lettore un testo scritto non ha senso di essere. La lettura è tutt’altro che un’azione passiva, anzi è un’attività a tutti gli effetti perché implica l’azione della comprensione. Ad oggi l’atto dello scrivere è inquadrabile fra quelle che sono definibili azioni democratiche. Perché è un atto di libertà, ma anche perché attraverso questo atto si documenta e si porta testimonianza di informazioni di natura diversa, condivisibili fra tutti coloro che hanno a che fare con realtà diverse dalle nostre; quindi diacronicamente, attraverso il tempo, e geograficamente attraverso lo spazio. Il libro è il punto di incontro fra il bisogno di chi scrive e il bisogno di chi legge. Ecco perché vi diamo il benvenuto e vi invitiamo a leggere la nostra rubrica di libri locali e non solo, vi invitiamo a contattarci in caso di proposte o commenti.

Claudia Crocioni.

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