L’angelo blu. Aldilà del tempo solo la notte

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Tracciati d’Arte n. 6

RA6_1 RA6_2Ho conosciuto Rosaria Aprea in inverno e questo sembrava enfatizzare la sua personalità contraddistinta da una contrapposizione: essere nata a Torre del Greco, insegnare in una scuola elementare, avere uno sguardo ridente; ma allo stesso tempo adorare la musica rock, lo stile gotico e fantasy, il viaggiare nei paesi più a nord dell’Europa e in fine l’introspezione della scrittura. Il primo romanzo che ha scritto, dice di non averlo mai pubblicato, forse perché è una composizione più intima e più vicina alla sua persona e per questo lo custodisce nel famoso “cassetto”. Tuttavia gli altri due romanzi prendono il volo e trovano un editore in Aletti. Non è un caso se ho nominato il volo, infatti il protagonista della storia è in entrambi i libri de “L’angelo blu”, un angelo appunto di nome Gabriel. Mentre nel primo capitolo di quella che sarà una trilogia, vengono trattati temi come l’incontro e le vicende dell’innamoramento fra Gabriel e Niki, una ragazza piuttosto problematica; nel sequel la trama si intriga: Gabriel, dovrà affrontare la furia dei demoni, angeli caduti, i quali rivendicheranno l’anima di Niki sulla quale grava un maledizione. L’angelo tornerà indietro nel tempo per poter cambiare parte degli eventi della vita di Niki, ma così facendo rischierà di provocare un serie di effetti farfalla che sfoceranno nell’inevitabile scontro finale fra le forze del bene e del male, in grado di pregiudicare le sorti dell’intera umanità.

Rosaria in parte mi ha svelato anche qualche anticipazione sul terzo ed ultimo capitolo della trilogia. Probabilmente infatti, estrapolerà un personaggio dai precedenti romanzi per concedergli una storia tutta sua.

Di Rosaria mi ha colpito particolarmente la necessità di spiegarmi la sua delusione nei confronti delle case editrici italiane ma anche spesso delle stesse librerie, le quali non fanno di certo molto per aiutare gli esordienti a farsi strada, ma che anzi spesso puntano esclusivamente su figure commerciali e più facili da gestire. Rendendo il repertorio dei libri a nostra disposizione un agglomerato di slogan e allontanandosi da quello che dovrebbe essere il vero scopo degli “addetti ai lavori” ovvero, un’effettiva divulgazione della narrativa contemporanea, si rischia di rendere sterile il panorama letterario italiano, il quale invece è rimasto nel tempo,uno dei più fiorenti.

“Rosaria, come si scrive un libro?”:
“Senza pensare. Di getto. La storia viene in mente e non si ferma”.

Claudia Crocioni

 

 

 

 

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