La pittura di Andrea Cerqua

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Tracciati d’Arte n. 2

OLTRE LA SOGLIA
OGNI COSA SI RIVELA
SPONDE D’OMBRA
VERSO L’IGNOTO
DANZANO IN PERENNE OBLIO
LA ECO ANTICA DI OSIRIDE
TRASMUTA I PENSIERI IMPURI
CON ESTATICI PRELIMINA RI
FACENDO GERMOGLIARE
L INSOSPETTABILITA’ DELL’ESSERE
RISCATTANDO IL CORPO FLUIDO
INTRAPPOLATO NELLA FUCINA DEL LINGUAGGIO
E RESO STATICO
DALLA ESTENUANTE TENSIONE TELLURICA

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Ho avuto la fortuna di scoprire l’arte di Andrea Cerqua in Second Life, un mondo virtuale dove gli utenti, rappresentati da Avatar, possono interagire gli uni con gli altri, esplorare nuovi mondi, teletrasportarsi nel passato o nel futuro, realizzare progetti e gestire attività. Non solo giocare con la fantasia e i sogni ma partecipare ad eventi di musica, pittura, scultura interattiva, presentazioni di poesie e libri; lo stesso Andrea ha presentato tre mostre che hanno avuto grande successo. Il primo quadro che ho visto è stato “Danza d’Oblio” e di quello che mi ha trasmesso voglio parlare: subito sono rimasta colpita dall’intensità del quadro e dal mondo che Andrea era stato capace di far fluire in esso facendone un’essenza a sé stante di palpitanti emozioni. Mentre cercavo di sentirne il respiro e di apprezzarne la bellezza sono stata così attratta dal quadro da rendermi conto che aveva una valenza tridimensionale, grazie alla profondità data dalla luna e dalla posizione delle figure soprattutto della donna che nella prospettiva mi ha ricordato il famoso quadro del Caravaggio “Conversione di San Paolo”. Inoltre la nitidezza della pittura ad olio e la tavolozza di colori freddi ne esaltano ancora di più la forza e la capacità di trasportarti al suo interno rendendoti spettatore e attore allo stesso tempo. L’attenzione, come una falena, è attratta dalla luminosità della luna che nella sua indifferenza assiste alla danza di meravigliose figure che sembrano fluttuare apaticamente chiuse nella loro individualità. Non vi è passione né trasporto nei corpi che si toccano, si avvolgono fino a quasi fondersi ma quello che appare è freddo distacco e imprescindibilità dell’essere sul mare della vita da cui si elevano. Ogni figura sembra chiusa nella sua interiorità senza complicità né condivisione con le altre. È la sublimazione dell’essenza dell’esistenza dell’oggi che appare come abbandono e chiusura nel proprio mondo, che sia un’altra dimensione o il labirinto della propria coscienza nella sua forma più ancestrale e primitiva e per questo forse più pura. Le figure però sembrano sorreggersi l’una all’altra e questo forse è il loro unico baluardo, la loro unica estrema e inconsapevole difesa. Eppure ciò che più affascina è la danza del destino che trascendendo ogni volontà dell’essere, senza posa e mai pago, come soffio di vento impetuoso e indifferente tutto trascina, tutto trasporta, tutto travolge senza rendere palese, se pur mai ci fosse, né il fine né lo scopo mentre la luna silenziosa e imperscrutabile di tutto ciò poco si cala.

Dania Cerilli

osirideSono entrata in “contatto sensoriale” con Andrea quando, cinque anni fa, mi e’ stato donato un libro sulla cui copertina spiccava un suo dipinto. Da subito quell’immagine mi ha richiamato suggestioni, emozioni, profumi, melodie che da sempre accompagnano la mia vita. E’ come trovarsi di fronte a qualcuno che, pur senza conoscerti, racconta di te, per te o a te colpendoti per quell’essenzialita’ invisibile agli occhi che rende soggettivo ogni tratto della pittura di Andrea. Uno scambio comunicativo privo di orpelli dove l’essere umano, radiograficamente scansionato, urla silenzioso la sua fragilita’ e l’inadeguatezza di un’esistenza che non prende forma di vita. Ma soprattutto il recupero e la comprensione di un femminile primordiale, autentico, complesso ma semplice, consapevole dei suoi “bianchi” ed i suoi “neri” privo di quell’odierna astuta abilita’ nel mettere in luce solo i primi. Come un dipinto prende vita ed armonia attraverso le sfumature di opposte cromie, anche in noi, e di questo Andrea ne e’ consapevole, esiste questo rincorrersi di coloriture. Sembra quindi suggerirci: “perche’ non vederlo, perche’ non accettarlo?”. L’artista e l’uomo si mettono a nudo, comunicano la loro fragilita’ e costruiscono un immaginario ponte da percorrere per spalancare le “porte” del femminile e condurlo “oltre la soglia”. Il maschile ama in noi le nostre contraddizioni, quegl’irrisolti che ci rendono uniche ed in perenne “trasmutazione” non di certo la replicante perfezione di una statuaria immobilita’ che spesso viene a loro da noi mostrata. Solo un uomo puo’ raccontarci cosi’ dettagliatamente perche’ riesce a scardinare pregiudizi, archetipi, demonizzazioni andando dritto all'”essenza” che significa il tutto.Conoscere personalmente Andrea non ha fatto che confermare cio’ che di lui mi era arrivato. Un uomo semplice, timido, schivo, umile, inconsapevole della sua arte ma con quel guizzo negli occhi che lo rendono capace di “vedere” e non solo di “guardare”. Un uomo “normale” e per questo autenticamente “Artista”. In un tempo in cui le cosiddette contaminazioni, l’esibizionismo istrionico falsamente condito di originalita’, l’esondazione comunicativa e formale vengono spacciate per Arte e’ di conforto scorgere una luna che squarcia silenziosa un cielo notturno ed attrae a se’ pensieri e conchiglie… ci ricorda chi siamo veramente quando decidiamo di sfilarci la “maschera” e di porci di fronte a quello specchio dove Andrea vede riflessa la nostra vera essenza prima di imprigionarla nei suoi colori.

Ester Tina

Pensieri Impuri 2006

1Insospettabilità dell' Essere 1998

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