Il colore, questo sconosciuto

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Tracciati d’Arte n. 7

NR7_1Il colore, come la musica, colpisce subito i nostri sensi e parla all’inconscio provocando un turbine d’impressioni ed emozioni. Lo aveva intuito già l’artista antico, che doveva esaltare il prestigio e la potenza del proprio sovrano attraverso la forma e il colore; lo sapeva chiaramente la Chiesa, che durante il medioevo consacrò l’uso dell’oro per richiamare la trascendenza e legò i colori all’evocazione dei personaggi sacri; lo sapevano gli artisti rinascimentali e barocchi, che ampliarono la loro tavolozza e ne fecero un mezzo subliminale d’incanto e di pathos; lo sapevano bene gli impressionisti e i pittori delle avanguardie che fecero del colore il primo soggetto della loro arte-sensazione e addirittura lo legarono al linguaggio della musica e della letteratura (arte come sinfonia: Kandinskij, folgorato da Wagner, compose dipinti e scenografie con musicisti, anche per Mussorgsky per “Quadri di un’esposizione” e per il compositore Schonberg; i futuristi legarono colore e parola). Ora hanno piegato il colore ai loro scopi anche i propagandisti, i pubblicitari, i designer e persino i politici; la psicologia del colore è uno strumento indispensabile per qualunque strategia di marketing e la cromoterapia (influenza dei colori sulla psiche) è importante per vivere meglio in casa, ufficio, scuola, ospedali. Semplicemente, per apprendere il linguaggio del colore bisogna imparare a vedere! Perché ogni colore ha un suo codice che può colpire come sinestesia più sensi e addirittura l’inconscio, molto in profondità. I pigmenti naturali ottengono il proprio colore assorbendo la luce, mentre in natura spesso i colori sono l’effetto di processi di rifrazione e iridescenza, infatti, nessun insetto possiede i pigmenti blu, quello che si vede nelle ali delle farfalle è un fenomeno di rifrazione di ogni micro particella cangiante di nero che riluce sulle nervature. Fino al XIX secolo quasi tutti i pigmenti avevano un’origine naturale, ossia derivante da animali, piante o minerali. Con i colori estratti si tingevano stoffe, si dipingeva, si producevano inchiostri. La porpora di Tiro, pigmento simbolo della magnificenza e del potere di Roma, era ricavata da un mollusco; l’indaco per tingere le stoffe proveniva da un’erba, il rosso robbia da una radice e il rosso cocciniglia dall’insetto omonimo, ecc. Oggi quasi tutti i colori sono di origine sintetica e sono circa 4.000. La nomenclatura dei colori, secondo studi antropologici, varia secondo le culture: per ogni colore si possono avere da un minimo di due nomi (chiaro e scuro) fino a dodici, con l’eccezione per il bianco in lingua eschimese, di cui nei vari idiomi esistono fino a sessanta termini. Bisogna poi considerare la dimensione emotiva del colore, ad esempio: il blu profondo, un verde intenso, un giallo squillante, un rosso aggressivo, come anche Leonardo teorizzò, definendo addirittura necessari i colori complementari, sulla base delle teorie legate al fenomeno dell’immagine residua, studio formulato con più precisione dopo il 1600 da Newton e altri scienziati.

Nicoletta Retico

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