Su il sipario – storie e foto inedite di vita vissuta

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LE MANI DI ALBERTO MORAVIA

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Disegno di Renato Guttuso

L’affermazione è unica, nel dire che le MANI sono come la vita, il loro linguaggio è universale. La volontà, la forza, la potenza delle mani, non c’è organo che possa imitarle. Lo stesso cuore s’inchina a baciarle. Barysnikov, il più grande ballerino di tutti i tempi, affermava fino all’ultimo momento prima di morire: “Muoio con tristezza perché non sono riuscito a imitare le mani, le loro coreografie sono inimitabili ma, nello stesso tempo sono felicissimo perché nessuno ci riuscirà”. Le mani ti fanno godere, ti salvano la vita di continuo, ti vendicano dei nemici. Ma il momento più bello è quando arriva la notte, da sole incominciano a danzare. È vero movimento, come fossero corpo a parte. Poi c’è un altro momento: quando si nasce. Le mani del neonato già parlano, corrono e senza conoscerti ti amano. Credo sia il solo organo che nasce già vecchio, e quando uno muore le mani non stanno ferme. Il loro movimento, lento e silenzioso, va a stringersi per aggrapparsi in un unico abbraccio eterno.

STORIE E FOTO INEDITE DI VITA VISSUTA

IL CARUSO DEL 1950

Pupi Avati, regista, scrittore, ma soprattutto un Gran Signore!

Un giorno mi venne l’idea di consegnare nella buca delle lettere di Pupi Avati, un mio scritto…

Una storia siciliana dal titolo: UN CARUSO DEL 1950.

Dopo due mesi nessuna risposta, ormai non ci speravo più, “…in fondo, pensavo, volevo solo un suo giudizio”. Mi chiesi, “ma ti pare che un regista serio come Pupi Avati risponde a te, caro Peppe?”.

Alcuni giorni dopo mi suona il postino per consegnarmi un plico. Era proprio la risposta di Pupi Avati, che, scusandosi per il ritardo, dopo aver letto il tutto, si complimentava dicendomi che ”il Caruso del1950” lo trovava interessante dandomi dei consigli preziosi. Un pomeriggio, passeggiando per Via del Babbuino incontrai Pupi Avati e lo ringraziai! Proprio quella sera mi invitò alla Libreria Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi. Presentava un suo libro, accettai con tanto entusiasmo. La sala della Feltrinelli era stracolma, era circondato dai suoi fans. Ebbe un gran successo, alla fine lo salutai e andai via. Mentre tornavo verso casa riflettevo, quest’uomo è meraviglioso, “dando un mio pensiero personale”, Pupi Avati è un uomo che guarda dalla parte dei deboli e dei meno fortunati dando affetto e rispetto, un vero Signore!. In fondo noi tutti abbiamo una storia da raccontare, basta però che qualcuno ti ascolti, se poi questo qualcuno si chiama Pupi Avati…Grazie Maestro.

Lunga vita a Pupi Avati!

Con affetto Peppe Militello
il menestrello degli artisti

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