Un nuovo promettente inizio per Ladispoli

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EB8_1La sera del 14 giugno 2013, ha avuto termine, dopo tre intense giornate, la prima edizione della Rassegna cinematografica “Ladispoli Città aperta”, rassegna di stampo per così dire “giovanile” che prende il nome dal capolavoro filmico del mitico Roberto Rossellini; una rassegna che parla di un cinema non spazzatura come troppo siamo abituati a vederne al giorno d’oggi ma di un cinema quasi “nuovo”, fatto da giovani e fatto bene. Un cinema che si ripropone di raccontare davvero qualcosa, che vuole scuotere le coscienze del pubblico facendolo divertire ma anche pensare, senza nascondere la vera essenza dei problemi ma portandoli alla luce con raffinata grazia e puntigliosa eleganza. Ne sono esempio le due opere proiettate l’ultimo giorno della rassegna, il cortometraggio di Cristiano Celeste, La Sigaretta e il lungometraggio di Matteo Vicino OUTING- Fidanzati per sbaglio.

Il primo dei due lavori ha lasciato un’impronta a shock sui volti degli spettatori. Uno straordinario Leo Gullotta, “drogato” di sigarette, convinto erroneamente di aver finito il pacchetto, si trova a vivere delle avventure allucinanti pur di poter fumare una sigaretta … una sola … che non riuscirà a fumare e che anzi lo porterà alla sedia elettrica. E’ risultata chiara la metafora usata dallo sceneggiatore/regista che, tramite una piccola e scontata sigaretta, ha voluto in realtà raccontare molto di più, ponendo l’uomo moderno di fronte ai propri limiti ed alle proprie debolezze.

Di seguito OUTING- Fidanzati per sbaglio, ha portato alla luce altre denunce non certo meno forti. Quella del dramma del panorama lavorativo italiano del giorno d’oggi; quella dell’immensa difficoltà di essere “diversi” e di sentirsi quindi per questo “bollati”; quella di un finto pudore e perbenismo; quella del non poter gareggiare contro un sistema marcio ma di doversi trovare ad affrontarlo combattendolo con le sue stesse armi.

Alla serata, entusiasta del film, ho avvicinato il regista per un’intervista.

Buonasera Sig. Vicino. Mi dica, da cosa Le è venuta l’idea per realizzare questo film?

(Ride) In realtà non mi è “venuta” … nel senso che i miei Produttori mi hanno dato questa idea ed io non ho fatto che un lavoro su commissione … anche se poi il film è stato trasformato in qualcosa di molto più complesso rispetto a quella che era l’idea originaria dei produttori (due ragazzi che si devono fingere gay, il loro “colpo di genio”!). Loro volevano un prodotto molto commerciale, esattamente quello che non volevo io. E’ invece diventato un film di merito, un film che parla di due persone costrette alla truffa perché non sanno cos’altro poter fare; così come, dal mio personale punto di vista metaforico, accade per molti di noi che, non sapendo per l’appunto cosa fare devono accettare, per forza di cose, lavori su commissione. Io considero OUTING un po’ come una scatola che contiene qualcosa di più profondo; in ogni dialogo troverete qualcosa di molto più intelligente dietro. Però si ride e di questo non ci dobbiamo vergognare perché anche il grande Totò faceva ridere, quindi io non mi vergogno assolutamente delle battute comiche che ci sono. E’ un film diverso pur essendo italiano, speriamo che non sia che l’inizio.

Lei non è solo regista ma anche soggettista, sceneggiatore, montatore …

Non è un desiderio di onnipotenza mi creda, è solo che dovevo controllare al 100% il prodotto, altrimenti la “macchina cinema italiana” me lo avrebbe distrutto. Sarebbero intervenuti i produttori con alcuni “colpi di genio”, poi sarebbe intervenuto il montatore con altri “colpi di genio”! Quindi dovevo cercare, nell’ambito dell’idea che mi hanno dato, nel rispetto chiaramente del fatto che doveva essere un film comico, di fare qualcosa che però avesse un’identità reale.

Come si è trovato a lavorare con gli attori più emergenti?

Con Andrea Bosca mi sono trovato benissimo perché è estremamente preparato. Ritengo che lui insieme a Mia Benedetta e a Camilla Ferranti siano stati i migliori di questa esperienza.

C’è qualcosa di particolare che desidera far sapere al Suo pubblico?

Sì. “Outing” è un film molto più intelligente e sofisticato di quello che sembra e di quello che la distribuzione ha mostrato con il trailer. Non è assolutamente un cinepanettone. Purtroppo il Cinema, non italiano ma proprio Romano, voleva un prodotto molto comico, per il basso pubblico; non hanno capito che la gente è molto più intelligente di loro.

Inoltre Le chiedo una cortesia ed è la stessa che chiedo a chi leggerà il Suo articolo: a casa cerchi su Youtube il mio primo film che si chiama Young Europe; quello è esattamente ciò che volevano i miei colleghi attori prima, un film diverso.

Dall’intervista sono rimasta ammirata ed interdetta allo stesso tempo; ammirata per la caparbietà dell’uomo, interdetta ed un po’ dispiaciuta per l’amarezza dell’artista. È avvilente pensare che al giorno d’oggi non ci si possa mai davvero esprimere, che tutto il mondo lavorativo giri unicamente intorno alle solite leggi vecchie come il mondo … sarebbe ora di buttarsi, di osare, di lasciarsi andare ed essere finalmente originali e invece …! Tuttavia, se le nuove leve del Cinema d’oggi hanno e continueranno ad avere la forza e la caparbietà che si sono palesate nei giovani registi di questa rassegna, senza farsi inglobare dal vortice del Sistema, una speranza allora certamente c’è … grandi trasformazioni ci attendono!

Eleonora Baliani

 

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