Restauro e conservazione delle opere d’arte

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Tracciati d’Arte n. 6

UN RESTAURO STORICO CH E APRE LE PORTE AL NUOVO MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DEL CASTELLO BARON GAMBA DI CH ATILLON (AOSTA)

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Il 27 ottobre 2012 si è inaugurata la riapertura di uno dei castelli più insoliti e rigorosi della Valle d’Aosta; il Castello Baron Gamba, situato nella zona ovest di Chatillon. Il Castello venne costruito dal Barone Carlo Maurizio Gamba (Charles Maurice Gamba) tra il 1903-1905, su progetto dell’ingegnere Carlo Saroldi. Il barone, che aveva sposato Angélique d’Entrèves, figlia del ben più noto conte Christin d’Entrèves, decise di commissionare questa costruzione rigorosa e tanto imponente che doveva avere la funzione di una dimora per le vacanze familiari, anzi che di un castello vero e proprio. In effetti un complicato sistema di parentele matrimoniali legava l’antica e nota famiglia dei Gamba a quella dei Passerin d’Entrèves, già eredi dei conti di Challant e di altre famiglie nobiliari della Valle d’Aosta. In seguito il castello passò di eredità in eredità tra familiari e parenti, fino a quando venne venduto dalla famiglia all’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta il 24 settembre del 1982. Negli anni seguenti, si cercò di definire un adeguato utilizzo dell’edificio, pensando di trasformarlo subito in museo, per non stravolgere la sua architettura, né la sua storia. Purtroppo non potendo divenire museo per se stesso, visto che ormai era stato privato dagli eredi di suppellettili e mobilio originale, si pensò di collocarvi la Pinacoteca regionale in cui esporre e mantenere tutta la cultura figurativa della famiglia Gamba.

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Negli anni la Regione Autonoma Valle d’Aosta acquisii molte opere d’arte moderna e contemporanea di grande valore storico-artistico, opere peculiari che meritavano una collocazione di valorizzazione museale. Perciò l’Amministrazione regionale, avendo a disposizione uno spazio di così grandi dimensioni, decise di ospitare nel Castello questo enorme patrimonio figurativo, complesso per qualità e significati. Il Castello è situato all’interno di un parco vastissimo, che conta 7.000 metri quadrati di verde che ospita inoltre alberi monumentali. Il complesso restauro avvenuto tra gli anni 2002-2005 doveva restituire l’imponente edificio al suo aspetto originale senza stravolgerlo architettonicamente, dando vita ad un museo di tutto rispetto. Uno spazio espositivo distribuito, in ottemperanza a .tutte le odierne tecnologie e normative vigenti sull’allestimento dei musei, attraverso ben 13 sale espositive, collocate al primo e secondo piano per un totale di 600 metri quadrati di superficie da allestire. L’edificio è costituito da due piani che sono parzialmente interrati, dai quali attualmente dopo l’intervento conservativo si accede all’ingresso e all’accoglienza per i visitatori. Poi altri tre piani non interrati, che si raggiungono tramite un ampio scalone e l’attuale ascensore. Oggi il museo raccoglie oltre 1500 opere d’arte moderna e contemporanea, tra sculture e dipinti dei massimi esponenti artistici del ‘900; come Martini, Mastroianni, Manzù, Pomodoro, Casorati, De Pisis, Carrà, Guttuso, Schifano, Baruchello, Rama, Mainolfi. Inoltre al centro del secondo piano esisteva una cappella di famiglia, che in occasione del restauro si è deciso di sostituire con un soppalco per aumentare lo spazio espositivo. Quest’ultima poi si va a collegare tramite una scala all’altana del terzo piano. Per di più il museo sempre al piano terzo, può contare su una zona d’esposizione temporanea che è stato destinata alle mostre di artisti locali che sono considerati simbolici per la Valle d’Aosta come Italo Mus (1892-1967). Inoltre durante il restauro si è deciso di destinare ad usi specifici alcuni spazi, che costituiscono un unicum nel settore museale dal punto di vista didattico; infatti oltre agli ambienti per le mostre temporanee, per attirare diverse tipologie di visitatori esistono spazi per attività di laboratorio, organizzazione di eventi culturali e un moderno e avanzato deposito che a richiesta si può visitare, dove sono custodite tutte quelle opere che non è stato possibile esporre per motivi di spazio, ma che tuttavia meritano di essere ammirate.

Patrizia Maio (storica dell’arte e restauratrice)

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