Miriam Palombi, luoghi oscuri

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Tracciati d’Arte n. 4

…Nella concitazione della fuga
ogni stanza appariva uguale.
Dietro di lui le mandibole mobili
oscillavano mordendo l’aria
e producendo
un suono agghiacciante
che gli s’incuneava nel cervello
impedendogli
di pensare lucidamente.
Una notte,
continuava a ripetersi.
Soltanto una notte…

MP4_2MP4_1Incontrare Miriam è stato molto interessante, specialmente quando mi ha raccontato di scrivere storie horror (ci tengo a specificarlo: omaggia l’horror classico e adora Poe); e le scrive da quando ha dieci anni. Quello che lei ha subito cercato di spiegarmi è il semplice concetto di paura: un fattore insito in ognuno di noi. È  un istinto che può farci crescere o soccombere, ma soprattutto è un qualcosa che va affrontato ed esorcizzato. Siamo animali pensanti e gli oggetti della paura si sviluppano solo e soltanto in noi stessi, nell’ordine di ciò che corrisponde ai nostri valori, alla nostra cultura, al nostro passato e al nostro inconscio più profondo. Ecco perché la sua letteratura prende spunto da temi portanti sui quali ruota come ai cardini di una porta, e non nasce mai dal caso. Il suo “Luoghi oscuri” (Senso Inverso Edizioni) ci parla di tutti quegli ambienti dove, volente o nolente, potremmo esercitare la nostra facoltà della paura, perdere il controllo della mente e reagire, ognuno a suo modo, a quello che tutt’ora può essere definito come uno degli istinti più primordiali in assoluto. Per rendere efficace la presentazione di questi ambienti Miriam sfrutta una notevole abilità descrittiva caratterizzata da quella meticolosità che senz’altro le è stata accresciuta dal suo mestiere di ceramista ed esperta nelle arti figurative. Insomma un’artista a tutto tondo. Sempre per quanto riguarda i temi portanti dei suoi racconti posso anticiparvi che il suo prossimo progetto riguarderà le creature oscure. Perché tanta voglia di horror in una radiosa esperta di storia medievale con tanto di romanzo pubblicato (La croce di Bonifacio, Albatros Edizioni)? Perché Miriam sente che a volte a salvarci è proprio la paura. Miriam sa che esorcizzando l’irrazionalità si sopravvive alla realtà di tutti i giorni. A proposito Miriam, te l’ho detto che in alcune prede il terrore fa rallentare talmente il battito cardiaco che il predatore ne perde le tracce? Ma forse hai preferito l’horror al romanzo storico semplicemente perché agli scrittori come noi piace scrivere ciò che ci fa stare bene. In fondo: “Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte”. Edgar Allan Poe

Claudia Crocioni

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