Il teatro dell’Opera di Roma

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Tracciati d’Arte n. 6

AC6_1Nell’ entrare nell’atrio, ed è proprio il caso di dire che la musica cambia, al concerto di clacson di mezza mattinata in cui tutti si improvvisano direttori d’orchestra, si sostituisce un ovattato canto proveniente da chissà quale stanza o forse corridoio. Un soprano, forse, intona scale maggiori, minori, accordi tonali e quant’altro mentre tutt’intorno a me persone, forse artisti, forse impiegati salgono e scendono scale che per molti hanno significato tanto. Dalla nascita del Teatro Costanzi alla moderna struttura sita in Piazza Beniamino Gigli, 7 è trascorso più di un secolo. Il Teatro Dell’Opera Di Roma oltre ad essere un palcoscenico di rilievo internazionale è un luogo magico che custodisce un patrimonio artistico e culturale immenso, prodotto negli anni dagli innumerevoli artisti che hanno collaborato con il teatro stesso. Al termine, infatti, del lungo lavoro di recupero e riordino del patrimonio storico documentale del Teatro dell’Opera, l’Archivio è diventato un importante punto di riferimento per la ricerca sul teatro musicale del ‘900. Registrazioni audio, registrazioni video, fotografie degli spettacoli, partiture e spartiti autografi, cimeli di compositori, manifesti e locandine, libretti di sala, emeroteca, biblioteca, discoteca, bozzetti scenografici e figurini, sono solo parte della grande ricchezza del Teatro. A noi di Tracciati d’Arte piace pensare che un’altra grande, immensa ricchezza sia nei racconti e negli aneddoti delle persone che hanno vissuto o che vivono giornalmente questa incredibile realtà. Storie che negli anni si sono perse o che non sono mai state raccontate, emozioni e passioni vissute dietro le quinte tra brividi e batticuori. Storie che non si possono trovare scritte da nessuna parte, ma anche storie che l’immaginazione può ricostruire e interpretare prendendo come punto di riferimento un luogo incredibile ove ogni sogno diventa realizzabile. Francesco Reggiani, responsabile dell’archivio storico ed audiovisuale del Teatro dell’Opera di Roma ci accompagnerà nel viaggio a puntate che continuerà anche nei prossimi numeri di Tracciati d’arte, alla scoperta degli innumerevoli e preziosi tesori custoditi all’ interno e all’esterno del Teatro dell’Opera di Roma.

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Il Teatro dell’Opera, fu voluto ed edificato nel 1879, da Domenico Costanzi (1810-1898). La realizzazione della struttura fu affidata all’architetto milanese Achille Sfondrini (1836-1900), specializzato nella costruzione e nel restauro di teatri. Per molti anni mantenne il nome del suo costruttore. Il teatro Costanzi divenne Teatro dell’ Opera solo nel 1926 anno in cui fu acquistato dall’allora Governatorato di Roma. Edificato in diciotto mesi sull’area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, fu inaugurato il 27 novembre 1880 con l’opera Semiramide di G. Rossini, diretta dal maestro Giovanni Rossi, alla presenza dei sovrani d’Italia. Costanzi investì quasi tutto il suo patrimonio nella costruzione dell’edificio e conseguentemente al rifiuto, da parte dell’Amministrazione Comunale di acquistare il teatro, fu obbligato a diventarne il diretto gestore. Sotto la sua direzione il Teatro ospitò “prime assolute” di opere, quali Cavalleria Rusticana (17 maggio 1890) e L’Amico Fritz di P.Mascagni (31 ottobre1891) poi diventate famosissime. A lui successe il figlio, Enrico il quale continuò a presentare grandi ”prime” come Tosca di G. Puccini (14 gennaio 1900), ed altre.
Il Teatro reale dell’Opera, nel 1935
Il Teatro reale dell’Opera, nel 1935

Nel 1907 la conduzione amministrativa del Teatro Costanzi fu rilevata dall’impresario Walter Mocchi al quale successe nel 1912 Emma Carelli, sua moglie, nella direzione e responsabilità della nuova “Impresa Costanzi” così ribattezzata dopo varie trasformazioni di ordine societario. Con l’acquisizione del Costanzi da parte de Comune di Roma, il teatro diventò “Teatro Reale dell’Opera” e venne parzialmente ristrutturato. Un’ ulteriore ristrutturazione e ammodernamento venne eseguita nel 1958 quando, con l’avvento della Repubblica acquisì il nome di “Teatro dell’Opera”. Nel corso di oltre un secolo di vita, il Teatro dell’ Opera ha visto aumentare sempre più il proprio prestigio anche in campo internazionale. Nelle numerose stagioni si sono succeduti interpreti di fama mondiale, Caruso, Maria Callas, Carreras, Domingo, Pavarotti, per citarne solo alcuni, e direttori illustri come Toscanini, Marinuzzi, Abbado, Rostropovich, Gelmetti, ed oggi Riccardo Muti. Il Maestro Riccardo Muti riveste dall’agosto 2011, la carica di Direttore Onorario a Vita del Teatro dell’Opera.

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AC6_8AC6_4In alto da sinistra:

Programma ufficiale Stagione lirica 1921-1922

Locandina del 1913 “Grande serata Futurista”

Julia Sedova nel balletto “La figlia del faraone” di Cesare Pugni

A destra:

Francesco Reggiani, responsabile archivio storico ed audiovisuale del Teatro dell’Opera di Roma

L’ORCHESTRAAC6_9 AC6_10

Le varie ed innumerevoli gestioni impresariali che guidarono il teatro fino al 1926 non favorirono la creazione di un complesso orchestrale stabile che si potesse identificare strutturalmente ed artisticamente con il teatro stesso. Una sensibile e temporanea svolta fu impressa nel 1905, per l’interessamento e la sensibilità dell’allora assessore comunale Conte Enrico di Sanmartino, che indusse il Consiglio Comunale di Roma ad istituire L’Orchestra Municipale composta di cento elementi, molti dei quali provenienti dalla Banda Municipale.

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in alto:
Riccardo Muti, direttore dell’Orchestra del Teatro dell’Opera
in basso:
il Presidente della Repubblica Antonio Napolitano, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Presidente del Consiglio Mario Monti

Questa orchestra diventò di fatto l’Orchestra del Teatro Costanzi fino al 1926. La trasformazione definitiva avvenne solo nel 1935 quando il Comune di Roma, tramite il Vice Governatore Marchese Dentice d’Accadia, in qualità di Sovrintendente, con il prezioso ausilio del Maestro Tullio Serafin, in qualità di Direttore Artistico deliberò l’organico complessivo delle maestranze del Teatro fissando quello dell’orchestra in 143 elementi compresi i professori della banda. Tra questi ultimi anche il professor Pietro Sordi (basso tuba), padre di Alberto. L’Orchestra divenne un vero e proprio complesso stabile e nella piena disponibilità del Teatro dell’Opera, solo alla fine degli anni quaranta.

 

IL CORO

AC6_12 AC6_13Nel 1935 per volontà di Tullio Serafin, prende parte alla vita artistica del Teatro il Coro del Teatro Dell’Opera. Impegno principale del Coro è il repertorio operistico che spazia dal Settecento alla Musica Contemporanea. Importanti esecuzioni di pregio in ambito sinfonico e sacro sono state eseguite alla presenza delle più alte cariche dello stato italiano ed estere. Sono da citare i Concerti alla Sala Nervi offerti dal presidente Giorgio Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI nel 2011 e 2012. Le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno dato rilievo al Coro dell’ Teatro dell’Opera con il Concerto a Palazzo Montecitorio diretto dal Maestro Riccardo Muti. Da ricordare anche la storica recita di Nabucco del 17 Marzo 2011, trasmessa in diretta da Rai 1, le cui immagini, in particolare quelle del bis concesso dal Maestro Muti nel “Va’ pensiero”, intonato con profonda commozione da tutti, pubblico compreso, hanno fatto il giro del mondo. Da settembre 2010 il Coro del Teatro dell’Opera è guidato dal Maestro Roberto Gabbiani. Nel prossimo numero di Tracciati d’Arte ci occuperemo del Corpo Di Ballo del Teatro Dell’ Opera di Roma, della scuola di danza diretta da Laura Comi e del dipartimento Didattica e Formazione.

Andrea Cerqua

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